venerdì 7 novembre 2025

Capitoli generali delle Religiose di Gesù-Maria e delle Scalabriniane

 

Il Papa alle religiose: continuare con tenacia a spendersi nella carità



Leone XIV ha ricevuto in udienza questa mattina in Sala Clementina un centinaio di partecipanti ai Capitoli generali delle Religiose di Gesù-Maria e delle Scalabriniane. Il Pontefice ha incoraggiato le due congregazioni, “nate dallo stesso amore per i poveri”, a “vivere queste giornate in umile ascolto di Dio” e "in coraggiosa attenzione ai bisogni degli altri". L'invito anche a non aver paura di "abbandonare le proprie sicurezze e avventurarsi in sentieri nuovi"

Daniele Piccini – Città del Vaticano

Nessuno dei fondatori delle Religiose di Gesù-Maria e delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, “si è tirato indietro, né si è scoraggiato e il segreto di tanta fedeltà è da ricercare proprio nell’incontro con Gesù Risorto”. Sulla loro scia, non "temere di abbandonare le proprie sicurezze, avventurandosi, se il Signore lo chiede, in sentieri nuovi" e, soprattutto, "continuare con coraggio e tenacia a spendersi nella carità". Nel suo saluto ai partecipanti ai capitoli generali delle due congregazioni - in tutto circa un centinaio -, durante l’udienza di questa mattina, 6 novembre, in Sala Clementina, Leone XIV ha invitato a guardare al loro Principio, a quella “fedeltà” da dove “tutto è cominciato”, scintilla della loro fondazione. “Da lì si comincia e da lì si riparte, quando necessario”, ha detto il Pontefice.

I capitoli generali

Le due congregazioni, ha sottolineato il Papa, sono nate “pur in circostanze diverse, dallo stesso amore per i poveri”, “verso le giovani in condizioni di disagio” ed i migranti. La Religiose di Gesù-Maria sono una congregazione di diritto pontificio e di spiritualità ignaziana, fondata da santa Claudina Thévenet a Lione, in Francia, il 6 ottobre 1818. Dallo scorso 15 ottobre sono state impegnate, a Roma, presso la Casa Generale di via Nomentana, nei lavori del loro 38.mo Capitolo generale sul tema “Dove tu andrai, andrò anch’io” (Rut, 1, 16). Le Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, conosciute anche come suore Scalabriniane, sono state fondate nel 1895 da san Giovanni Battista Scalabrini e hanno come cofondatori la beata Assunta Marchetti (1871 –1948) e il venerabile don Giuseppe Marchetti (1869-1896). Dal 16 ottobre fino al 9 novembre 2025, a Rocca di Papa, vicino Roma, lavorano al loro 15.mo Capitolo generale ispirato al passo biblico “Gesù stesso si avvicinò” (Lc 24,15).

L’iniziativa di Dio e la risposta dell’uomo

E proprio a partire dalla felice complementarietà dei temi al centro dei due capitoli generali, si è snodata la riflessione di Papa Leone per il suo discorso. Nel Vangelo di Luca il Signore prende l’iniziativa, ha spiegato il Vescovo di Roma: "Gesù si affianca ai discepoli di Emmaus e cammina con loro, per portarli a riconoscerlo nello Spezzare il Pane e fare di loro degli apostoli della sua Resurrezione”. Mentre nel libro di Rut, nel Vecchio Testamento, è la donna che si assume la responsabilità di una scelta di carità: “La giovane moabita – ha argomentato il Pontefice – pur potendolo fare, non abbandona la vecchia suocera Noemi, rimasta sola, ma la segue in terra straniera, per assisterla fino alla fine”.

Gesù al centro

Poi il Papa ha aggiunto preziosi suggerimenti su come affrontare un Capitolo generale, un momento in cui “Gesù vi si affianca e cammina con voi per aiutarvi a rileggere, nella luce della sua Pasqua, la vostra storia”. Leone XIV ha esortato a mettere Gesù al centro, dando “molto spazio alla preghiera e al silenzio” perché “le migliori illuminazioni più importanti si colgono in ginocchio”, ossia pregando “davanti al Tabernacolo e nell’ascolto della Parola”. Solo così, ha aggiunto citando l’Angelus di Papa Francesco del 26 ottobre del 2014, “si diventa sempre più capaci di ‘cercare il volto di Dio nel fratello e nella sorella bisognosi’”. Anzi, di vedere nel prossimo ”un’epifania della presenza divina”, ha detto ancora Leone XIV, citando questa volta san Giovanni Paolo II nell'omelia per la canonizzazione di Claudine Thévenet e di Teresa de Jesús de Los Andes il 21 Marzo 1993.


Leone XIV saluta suor Luiza Dal Moro, eletta pochi giorni fa nuova Superiora Generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo.   (@Vatican Media)

Ascoltare i bisogni degli altri

Il Papa ha infine rivolto gli auguri a suor Luiza Dal Moro, che lo scorso 2 novembre, durante il Capitolo, è stata eletta superiora generale della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo per il prossimo sessennio. Infine ha invitato tutte le sorelle presenti “a vivere queste giornate in umile ascolto e in coraggiosa attenzione ai bisogni degli altri”, ringraziandole per quanto fanno “in tante parti del mondo” e promettendo loro di ricordarle nella preghiera.

venerdì 17 ottobre 2025

Papa Leone XIV incontra le Agostiniane Recollette della Federazione del Messico

 

Se l'amore non è fuoco ogni fatica di carità è senza senso

Nel suo saluto alle Agostiniane Recollette della Federazione del Messico, il Papa rilegge in chiave contemporanea gli scritti di San Tommaso di Villanova: camminiamo verso Cristo su due vie, "servendo come Marta nelle opere di misericordia o riposando come Maria ai piedi di Gesù per contemplare la verità"

Buongiorno a tutti! Siete venuti a Roma in questo Anno Santo per vivere un momento di incontro con il Signore, che vedo vi ha riempito di gioia. San Tommaso da Villanova, commentando i soliloqui di sant’Agostino, illustra l’origine di questa gioia: «Non sei tu [Signore] una cosa e un’altra la tua ricompensa, ma sei tu stesso la ricompensa incommensurabile» ( Opere complete , II, 89).

Per incontrare il Signore nella vita che abbiamo abbracciato con tanta gioia, dobbiamo, come pellegrini, seguire un cammino. Ce ne sono molti, certo, ma tutti si riducono a due: «misericordia e verità» ( Sal 24,10). Lungo questi due cammini, camminiamo verso il Signore, servendo come Marta nelle opere di misericordia o riposando come Maria ai piedi di Gesù per contemplare la verità ( Lc 10,38-41) (cfr ibid ., VIII/2-3, 77).

Il santo Vescovo di Valencia ci dice che questa è la via indicataci dal Vangelo e dall’Apostolo Paolo, la via dell’amore: «O via deliziosa dell’amore!», dice il santo. «C’è forse qualcosa di più facile, di più soave che amare? [...] La via dell’amore è molto facile, sia verso Dio sia verso il prossimo. Quanto è facile questa via! Quanto è bella e soave questa via!». Pertanto, tutti coloro che hanno raggiunto la meta «l’hanno fatto per questa via» ( ibid ., II, 247).

Questo amore non è qualcosa che si conquista con la fatica, ma si riceve come dono. San Tommaso ci dice: «Per quante cose Dio ti dia, se non ti dona il suo amore, ti ha rinnegato se stesso» ( ibid. , VIII/2-3, 107). Il nostro cammino si concretizza così a partire dal cuore: «Dio, infatti, non guarda cosa o quanto fai, ma quanto avanzi nel desiderio e nell’amore di Lui, perché, se è vero che ciascuno sarà giudicato dalle sue opere, tuttavia il peso delle opere è la carità del cuore» ( ibid. , VI, 487). Inoltre, se manca il fuoco dell’amore, il lavoro perde il suo senso e diventa «un peso per l’anima», ma «dove c’è amore non c’è tristezza» ( ibid., II, 63).

Care sorelle, invochiamo la materna protezione della Madre del Buon Consiglio e l'intercessione di san Tommaso da Villanova, che tanto amò la missione in America (cfr ibid ., III, 411), per percorrere con pazienza e coraggio questo cammino di perfezione fino alla fine (cfr ibid ., VII, 331).