Visualizzazione post con etichetta Dicastero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dicastero. Mostra tutti i post

lunedì 31 agosto 2026

Istituti Secolari

 Madrid 2026: nel cuore del mondo, profezia di speranza

Dal 18 al 22 agosto, Madrid ha accolto il Congresso e l’Assemblea della Conferenza  mondiale degli Istituti secolari 2026: 240 partecipanti, 30 Paesi presenti e rappresentanza di 102 istituti secolari, riuniti attorno a una domanda: «Nel cuore del mondo, quale profezia  di speranza?» 


Vi hanno partecipato, a nome del Dicastero, Sr Simona Brambilla, Prefetta, e la dott.ssa Rosalba Rossi, officiale. 

Tra i momenti più significativi, la riflessione di suor Simona Brambilla, Prefetta del  Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, dal titolo “Vivere  dentro”. 

Vivere dentro significa abitare pienamente la storia, le persone e le realtà del nostro tempo: non ai margini, ma come seme e lievito, una presenza discreta capace di trasformare  dall’interno. 

La consacrazione secolare è chiamata a contribuire alla trasformazione evangelica non solo delle persone, ma anche dei tessuti culturali, delle relazioni e delle strutture della società, attraverso ascolto, umiltà, rispetto, empatia e discernimento: riconoscere ciò che umanizza e ciò che disumanizza. 

In questo cammino, l’ecologia integrale invita a passare dalla logica del dominio, del consumo e dello scarto a una cultura di reciprocità, cura, sobrietà, comunione e servizio. 

La provocazione di Madrid è forte: avere il cuore immerso in Dio e vivere  pienamente dentro il mondo, riconoscendo nella quotidianità i semi di futuro e i germogli  di speranza che lo Spirito fa nascere. 

La profezia degli Istituti Secolari non passa necessariamente dalla visibilità, ma dalla presenza: esserci, condividere, ascoltare, servire e trasformare dall’interno, portando nelle realtà umane lo sguardo e il cuore di Cristo. 

Un dono e una consegna per ripartire da Madrid e continuare a vivere, ogni giorno, nel cuore del mondo come profezia di speranza. 

E insieme alla riflessione: Eucaristia, fraternità, confronto e la gioia di riconoscersi parte di una realtà internazionale, diversa nelle storie e nelle sensibilità, ma unita dalla stessa chiamata. 

sabato 11 ottobre 2025

Giubileo della vita consacrata

La missione dello jobel

suor Simona Brambilla al giubileo della vita consacrata


Grazie a tutti, a tutti e grazie a padre José Enrique per questa introduzione.
Alcune parole: è bello vedere tante persone, tanti di voi consacrati in quest'aula. Vorrei davvero rivolgere a tutti e a tutte un caloroso saluto da parte del Dicastero.

 E' il terzo giorno che viviamo insieme, celebrando questo giubileo della vita consacrata. In questi giorni avete già incontrato qua e là alcuni di noi nel Dicastero, durante la veglia di preghiera in San Pietro mercoledì sera, poi durante la celebrazione eucaristica presieduta ieri mattina dal Santo Padre, durante gli incontri dei diversi gruppi e forme di vita consacrata ieri pomeriggio, durante l'animazione nelle tre piazze ieri sera e durante la messa stamattina. Oggi noi tutti del Dicastero siamo qua, in mezzo a voi, e vogliamo dirvi la nostra gioia nell'incontrarvi e nell'essere compagni di cammino.

 Oggi ci troviamo tutti assieme qui, in questa stupenda aula che ha ospitato l'Assemblea Sinodale, per riflettere, per condividere sulla speranza e per incontrare insieme tra poco il Santo Padre. Mi sembra bello evocare di nuovo in questo momento un'immagine molto pertinente al giubileo, quella dello jobel, cioè quel suono dello strumento che nella tradizione ebraica viene utilizzato per annunciare l'inizio dell'anno giubilare. E' il corno di montone questo strumento, il shofar, e dal nome di questo suono del corno, jobel, sembra derivare il termine giubileo.

 Il suono dello jobel annuncia diverse feste, tra cui quella del giorno dell'espiazione, lo Yom Kippur. E questa festa ricorre ogni anno, ma assume un significato particolare quando coincide con l'inizio dell'anno giubilare. Nella Bibbia troviamo vari riferimenti al giubileo che doveva essere convocato ogni 50 anni perché era l'anno in più da vivere ogni sette settimane di anni.

 Anche se difficile da realizzare, il giubileo era proposto come occasione nella quale ristabilire il corretto rapporto nei confronti di Dio, tra le persone e con il creato. E comportava la remissione dei debiti, la restituzione dei terreni alienati e il riposo della terra. Nell'immagine dello jobel possiamo intravedere la missione nostra, la missione della vita consacrata: essere un canale vivente attraverso il quale il soffio di Dio passa, attraverso il quale Dio soffia la sua melodia, annunciando una trasformazione nel segno di relazioni giuste, rispettose e feconde con Dio, tra noi e col creato.

 E nel segno della riconciliazione, del perdono, della restituzione e della riparazione è Dio con il suo soffio che compie questa trasformazione. A noi tocca essere semplici canali, canali vuoti, viventi, liberi, liberi da tutto ciò che non è Dio.

 Per lasciare che lui, Dio, ci riempia, ci riempia della sua melodia. E questa melodia arrivi al cuore della persona e al cuore del creato. Guardandoci notiamo quanto siamo diversi, persone diverse, provenienze, culture, esperienze ecclesiali diverse, diverse forme di vita consacrata, diversi carismi.

 Sì, siamo come tanti Jobel diversi, ognuno con il suo suono unico e irripetibile. Allora l'immagine dell'orchestra, che era un'immagine cara al Santo Padre Francesco, può trovare in noi un'applicazione vivace. Papa Francesco diceva così: una sinfonia vive nella sapiente composizione dei timbri dei diversi strumenti. Ognuno dà il suo apporto, a volte da solo, a volte unito a qualcun altro, a volte tutto l'insieme. La diversità è necessaria, è indispensabile, ma ogni suono deve concorrere al disegno comune. Il Santo Padre continuava: e per questo è fondamentale l'ascolto reciproco. Ogni musicista deve ascoltare gli altri. Se uno ascoltasse solo se stesso, per quanto sublime possa essere il suo suono, non gioverà alla sinfonia. E lo stesso avverrebbe se una sezione dell'orchestra non ascoltasse le altre, ma suonasse come se fosse da sola, come se fosse il tutto.

 Fino a qui, Papa Francesco. Ecco, noi siamo qui per suonare assieme, per suonare assieme la sinfonia del Giubileo della Speranza. Come jobel, come canali vuoti e diversi, canali del soffio di Dio.

 Allora buon ascolto, buona musica, seguendo lo spartito che lo Spirito oggi ci rivelerà. Grazie, grazie a tutti e a tutte di essere qui.

giovedì 24 luglio 2025

La vita consacrata in Croazia, una realtà viva e gioiosa

La vita consacrata in Croazia

Nei giorni scorsi, dal 27 al 29 maggio, il Card. Ángel F. Artime, SDB, e sr Carmen Ros Nortes, NSC, rispettivamente Pro-Prefetto e Sottosegretaria del nostro Dicastero, si sono recati in Croazia per incontrare le diverse realtà di vita consacrata presenti nel Paese, rispondendo così all’invito della Conferenza Episcopale Croata, del Nunzio Apostolico Mons. Lingua e della Conferenza dei Religiosi e delle Religiose. 



Sono state molte le occasioni di ascolto e dialogo, di gioia e di convivialità. Dopo l’arrivo e l’accoglienza presso la Nunziatura Apostolica, i nostri Superiori hanno visitato le contemplative del monastero delle Figlie del Sacro Cuore a Lasinja, le Carmelitane a Brezovica e, a Zagabria, le monache della Visitazione di Maria e le Carmelitane, che hanno potuto parlare della loro esperienza di vita e conoscere meglio il lavoro del Dicastero a favore della vita consacrata. 

Il 28 maggio, nel corso dell’Assemblea plenaria della Conferenza Episcopale Croata, il cardinale Artime e suor Carmen Ros hanno condiviso spunti di riflessione sulle sfide e le opportunità della vita consacrata nel mondo, sottolineando come la vocazione alla vita consacrata sia un dono di Dio per la Chiesa che deve essere accolto e fatto fruttificare a beneficio di essa. A tal fine, è importante vivere una intensa vita interiore che lasci trasparire la bellezza di Dio e sia testimonianza profetica per la donna e l’uomo di oggi.

La partecipazione alla celebrazione S. Messa celebrata nello spazio di culto del beato Alojzije Stepinac presso il Kaptol di Zagabria e della Giornata del Papa del 28 maggio nella sala Vijenac della Nunziatura apostolica hanno concluso questa esperienza di comunione. Crediamo che la presenza dei rappresentanti del nostro Dicastero presso la Nunziatura Apostolica insieme al Nunzio Mons. Giorgio Lingua, sia stata una bella espressione di unità e comunione con la Santa Sede.

venerdì 23 maggio 2025

Suor Tiziana Merletti

 

Suor Tiziana Merletti nominata segretario del Dicastero per la Vita consacrata

Papa Leone XIV ha affidato alla religiosa dell’Istituto delle Suore Francescane dei Poveri l'incarico che dal 2023 al 2025 ha svolto l'attuale prefetta suor Brambilla

Papa Leone XIV ha nominato oggi, 22 maggio, una suora come segretario del Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica. Si tratta di suor Tiziana Merletti, già superiora Generale delle Suore Francescane dei Poveri. Una nomina femminile in un Dicastero guidato da una donna, suor Simona Brambilla, la quale è stata essa stessa segretario dell'organismo curiale dall'ottobre 2023 fino al gennaio 2025. Del Dicastero è pro-prefetto il cardinale Ángel Fernández Artime.

Nata il 30 settembre 1959 a Pineto (TE), suor Tiziana Merletti nel 1986 ha emesso la prima professione religiosa nell’Istituto delle Suore Francescane dei Poveri. Ha conseguito, nel 1984, la Laurea in Giurisprudenza presso l’allora Libera Università Abruzzese degli Studi “Gabriele d’Annunzio” a Teramo e, nel 1992, il Dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense a Roma. Dal 2004 al 2013 è stata Superiora Generale del suo Istituto religioso. Attualmente è Docente presso la Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Antonianum a Roma e collabora in qualità di canonista con l’Unione Internazionale delle Superiore Generali.


giovedì 17 aprile 2025

Giubileo del Dicastero per la Vita Consacrata

 

Giubileo del Dicastero per la Vita Consacrata: in cammino per i perseguitati del Vangelo

Il racconto del pellegrinaggio intrapreso lunedì 14 aprile da superiori e officiali del Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica. Il passaggio dalla Porta Santa della Basilica di San Pietro alla vigilia di una giornata di ritiro spirituale e confronto in stile sinodale

Lorena Leonardi – Città del Vaticano


“In ogni volto, in ogni passo, in ogni cuore vive una storia fatta di porte aperte e chiuse, soglie varcate, da oltrepassare o sulle quali attendere con rispetto. Ma ognuno di noi ha qualche passaggio da valicare". Sono parole della prefetta del Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica suor Simona Brambilla, che nella mattina di lunedì 14 aprile, portando la croce giubilare, ha dato il via in piazza Pia al pellegrinaggio per l’Anno Santo dell’organismo della Santa Sede del quale è alla guida dal 6 gennaio scorso.

Al cammino lungo via della Conciliazione hanno preso parte gli oltre 40 officiali del Dicastero che rappresenta tutte le forme di vita consacrata e si configura come una delle realtà Vaticane dove presta servizio un numero molto alto di donne. “Passando attraverso la Porta Santa — ha proseguito la missionaria della Consolata — ciascuno di noi ha portato con sé le sue soglie, i suoi passaggi. Ma anche, custoditi nel cuore, i desideri, le attese, i sogni e le sofferenze di tanti consacrati e consacrate incontrati in Dicastero o per il mondo, per affidarli a Colui nel quale è ancorata la speranza che non delude".

Una grazia per tutti

Le ha fatto eco l’officiale Martin Wolf, missionario oblato di Maria Immacolata, originario di Heidelberg in Germania: “Mi sono fatto accompagnare in questo pellegrinaggio giubilare dalla realtà della vita consacrata nel mondo, con tutte le gioie, le sfide, i problemi che incontriamo quotidianamente nel nostro lavoro. Attraversando la Porta Santa ho chiesto al Signore la sua grazia per tutti noi".

Ha sperimentato “la gioia di camminare insieme nella diversità ma uniti in Cristo" suor Suzanne Bahati, delle Suore del Divin Salvatore, congolese. Al Dicastero da pochi mesi, la religiosa ha condiviso l’entusiasmo di ricevere l’indulgenza “come pellegrini di speranza verso un mondo che ha tanto bisogno della pace".

Accanto ai perseguitati a motivo della fede

Durante il pellegrinaggio, la croce è passata di mano in mano tra i partecipanti per arrivare, nell’ultimo passaggio, a suor Angelica Hernández, delle Francescane missionarie volontarie dei poveri: la religiosa messicana ha raccontato di un “momento indimenticabile" proprio perché “camminando verso la tomba di Pietro affidavamo alla nostra preghiera tutti i consacrati del mondo, soprattutto quelli che vivono il momento della croce a causa del Vangelo. Mentre sostenevo la croce — ha confidato — avevo in mente i consacrati che subiscono persecuzioni religiose da parte dei regimi politici", ma in generale quanti “in nome di Cristo offrono la loro vita e hanno bisogno della nostra preghiera per affrontare fino in fondo la loro testimonianza di fede".

A coronamento del pellegrinaggio giubilare e in preparazione alla Pasqua, ieri, martedì 15 aprile, il personale del Dicastero ha vissuto una giornata di ritiro spirituale a partire dalla riflessione offerta dal gesuita  Giacomo Costa sulla resurrezione di Gesù narrata nel Vangelo di Giovanni; poi, dopo un tempo di silenzio individuale, gli officiali si sono riuniti per una condivisione in gruppi secondo lo stile sinodale e per la celebrazione della messa.

mercoledì 8 gennaio 2025

Card. Fernández Artime, SDB, nuovo Pro-Prefetto DIVCSVA

 

Il Card. Fernández Artime, SDB, nuovo Pro-Prefetto DIVCSVA: “Accompagneremo con entusiasmo le gioie e le sfide della Vita Consacrata e dei Movimenti Apostolici”

Agenzia Info Salesiana - 07 Gennaio 2025

RMG – Il Card. Fernández Artime, SDB, nuovo Pro-Prefetto DIVCSVA: “Accompagneremo con entusiasmo le gioie e le sfide della Vita Consacrata e dei Movimenti Apostolici”

(ANS – Roma) – La Congregazione Salesiana esprime le sue più sincere congratulazioni a Sua Eminenza il Cardinal Ángel Fernández Artime per la sua recente nomina a Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (DIVCSVA), resa nota dalla Sala Stampa Vaticana ieri, 6 gennaio 2025, Solennità dell’Epifania. Con un’esperienza consolidata di dieci anni come Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, il Cardinale Fernández Artime ha dimostrato una leadership esemplare e una dedizione instancabile al servizio della Chiesa e della comunità salesiana. Ora, appena nominato in questo nuovo incarico dal Santo Padre, ha condiviso con ANS alcune sue considerazioni.

Eminenza, qual è stata la sua reazione alla notizia della nomina da parte del Santo Padre?

Ieri, Solennità dell’Epifania, dopo la celebrazione con il Santo Padre nella Basilica di San Pietro, alle 12 ho avuto la notizia che nel Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (DIVCSVA) il Papa ha nominato suor Simona Brambilla come Prefetto, e che ha creato questo nuovo servizio di Pro-Prefetto in quel Dicastero, che evidentemente ritiene particolarmente importante, chiedendomi questo servizio.

Devo dire che, naturalmente, negli ultimi mesi avevo conosciuto l’intenzione del Santo Padre e gli avevo dato la mia piena disponibilità, con un senso di fede e di obbedienza al Papa, come Salesiano di Don Bosco; e aggiungo anche che con una grande disposizione di cuore, per dare il mio contributo dopo questi anni di servizio nella Congregazione Salesiana, che sono stati di una grande ricchezza spirituale e umana per me.

Sono contento di questo servizio che mi chiedono, e sono pienamente disponibile, così come ho tutta la mia disponibilità nel mio servizio ecclesiale come membro del collegio cardinalizio, nell’accompagnare e assistere il Santo Padre, e anche nel mio servizio pastorale come vescovo, nelle varie necessità della Chiesa.

Cosa crede che l’attenda ora in questo nuovo servizio affidatogli dal Santo Padre? Cosa ne pensa, dopo tanti alla guida di una Congregazione maschile, di collaborare sotto la guida di una religiosa?

Ho avuto modo di conoscere e di parlare già diverse volte con il Prefetto Emerito del DIVCSVA, il Card. João Braz de Aviz, e con l’allora Segretaria, oggi Prefetto del Dicastero, suor Simona Brambilla, registrando sempre un clima ottimo di dialogo, di intendimento e di comunanza di visioni. Sono molto contento di questa realtà e sono convinto che il Santo Padre abbia indovinato la giusta composizione del Dicastero, che è senza dubbio la più ricca e opportuna per questo momento oggi.

Quali sono i sogni e le sfide che intravede nel suo nuovo incarico?

Su sogni, speranze, piani, prospettive… ancora non conosco in profondità il Dicastero, mentre conosco molto bene la Congregazione Salesiana e la vita consacrata, vissuta come consacrato e religioso. Ho soltanto una convinzione, che ho espresso già altre volte e che ribadisco. Credo che il Dicastero, attraverso la ricchezza delle 32 persone con cui collaborerò, compia un grande servizio, e per quello che ho visto e vissuto dal lato dei consacrati, dovremo fare tutto il possibile per illuminare la bellezza della vita consacrata e dei movimenti apostolici nella Chiesa.

Con il nostro umile servizio, a partire dalla Prefetto e con il mio contributo e quello di altre persone eccezionali, il Dicastero potrà anche incoraggiare, dare luce e discernimento alle Congregazioni e agli Istituti, e avvicinarsi ad essi e al mondo, nelle maniere più opportune. Accompagneremo con entusiasmo le gioie e le sfide della Vita Consacrata e dei Movimenti Apolostolici.

Come ho imparato come Rettor Maggiore, e come dicevo sempre agli Ispettori nei miei incontri con loro: “La vita è sempre più grande e più ricca delle sfide che ci si presentano nella quotidianità” e il Dicastero sarà molto di più che un ufficio per risolvere dei problemi. E dicevo questo nella consapevolezza che è Dio che accompagna la Congregazione Salesiana e lo dico oggi sapendo che è Dio che accompagna la Chiesa, presieduta dallo Spirito Santo, nella persona del Vicario di Cristo, il Santo Padre, oggi Papa Francesco, e che è il medesimo Spirito che deve guidare tutti i servizi e i Dicasteri, attraverso le mediazioni delle persone che ci sono chiamate ad operare.

Biografia

Ángel Fernández Artime, 64 anni, è nato il 21 agosto 1960 a Gozón-Luanco, nelle Asturie, Spagna; salesiano dal 1978, è stato ordinato sacerdote il 4 luglio 1987 a León. Ha conseguito la Laurea in Teologia Pastorale e la Licenza in Filosofia e Pedagogia. Nella sua Ispettoria di origine, quella di Spagna-León, è stato Delegato di Pastorale Giovanile, Direttore della scuola di Ourense, membro del Consiglio e Vicario ispettoriale e, dal 2000 al 2006, Ispettore. Nel 2009 è stato nominato Ispettore dell’Argentina Sud.

Nel dicembre del 2013 venne nominato Superiore dell’Ispettoria “Spagna-Maria Ausiliatrice” – incarico che tuttavia non ha mai svolto perché il 25 marzo del 2014, prima di essere insediato come Ispettore, è stato eletto dal Capitolo Generale 27, al primo scrutinio, come Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana.

Confermato in tale incarico anche dal Capitolo Generale successivo, il 28°, nel 2020, durante il suo mandato da Rettor Maggiore, ha compiuto visite pastorali e di animazione in oltre 120 Paesi, portando un messaggio di speranza e unità. La sua grande esperienza nella guida e nel coordinamento della Famiglia Salesiana, che comprende 32 gruppi ufficialmente riconosciuti, ha contribuito a rafforzare i legami tra i suoi membri e a promuovere la missione educativa e spirituale della Congregazione.

Negli anni come Rettor Maggiore ha ricevuto 23 cittadinanze onorarie e il dottorato honoris causa in pedagogia presso l’Università di Palermo.

È stato annunciato come cardinale da Papa Francesco dopo l’Angelus di domenica 9 luglio 2023, e ha ricevuto la berretta e l’anello cardinalizi nel Concistoro Ordinario pubblico del successivo 30 settembre.

Il 17 dicembre 2023, il Card. Fernández Artime ha preso possesso della diaconia di Santa Maria Ausiliatrice in via Tuscolana, assegnatagli dallo stesso Pontefice, e il 20 aprile 2024 l’ordinazione episcopale nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma.

Il 6 gennaio 2025 è stato nominato Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (DIVCSVA).