Vita consacrata, quando le congregazioni collaborano per la cura delle suore anziane
Beatrice Guarrera - Città del Vaticano
Far fronte a esigenze sanitarie sempre più complesse, ai crescenti costi economici a esse legati e all'aumento del numero di suore anziane: sono le sfide che sempre pù congregazioni religiose devono affrontare ogni giorno. Per farlo alcune di loro hanno adottato modelli di collaborazione stampo intercongregazionale, resi ancor più necessari dal rimpicciolimento delle comunità religiose. Sono le storie raccontate nel nuovo rapporto della Fondazione The Anna Trust, pubblicato oggi, 2 novembre, dal titolo: “Insieme: casi e principi di collaborazione per l'assistenza alle religiose anziane”.
Una scelta profetica e strategica
In particolare vengono raccontate sei storie da Canada, Kenya, Messico, Stati Uniti e Zambia, che evidenziano da una parte le sfide legate al riunire più congregazioni, ma dall'altra anche il potenziale trasformativo di un percorso condiviso. Oltre a una necessità logistica, collaborare può diventare "una scelta profetica e strategica," consentendo alle congregazioni di condividere risorse ed esperienze, mettere in comune i propri carismi distintivi e rispondere efficacemente ai bisogni delle suore anziane, mentre si rafforza a lungo termine la sostenibilità delle comunità e dei ministeri. Fin dalla sua creazione, avvenuta nel 2024 grazie al sostegno della Catholic Sisters Initiative, patrocinata dalla Fondazione Conrad N. Hilton, la Fondazione The Anna Trust "dedica le proprie energie a garantire che tutte le religiose cattoliche anziane, in ogni parte del mondo, possano accedere alle cure di cui hanno bisogno", affinché "l'eccellenza e la dignità diventino prerogativa di ogni fase dell'invecchiamento". "Il nostro sogno - si legge nel rapporto - è quello di creare una sorellanza cattolica che unisca le religiose di ogni età nella salute, nell'amore e nella forza spirituale". Da lì la necessitò di diffondere esperienze di collaborazione di successo.
Imparare le une dalle altre
"Le suore sono sempre state in prima linea - ha affermato suor Patricia Murray, CJ, presidente della Fondazione The Anna Trust - laddove vi era bisogno di assistenza, nell'educazione, negli ospedali e nel welfare sociale. Oggi lo stiamo facendo ancora una volta nell'ambito dell'assistenza agli anziani" e in particolare "alle nostre stesse sorelle". L'esperienza maturata potrà così essere il punto di partenza: "La più grande opportunità - continua Murray - risiede nell'aiutare le congregazioni a riunirsi, lavorare insieme e imparare le une dalle altre". Il documento, disponibile in pdf, viene lanciato in concomitanza con l'apertura dell'Assemblea del Resource Center for Religious Institutes (RCRI) a St. Louis (2-5 novembre) e con l'uscita, nel novembre 2026 sulla rete americana PBS (Public Broadcasting Service), di Walking My Sister Home, un documentario che esamina le sfide legate all'assistenza alle suore cattoliche anziane. La pubblicazione nasce da un workshop convocato dalla Fondazione The Anna Trust a Roma nel luglio 2026, durante il quale le leader religiose protagoniste dei casi di studio hanno riflettuto insieme sulle proprie esperienze e sul loro approccio condiviso alla collaborazione.
Ascolto e fiducia per un percorso comune
Nel rapporto, suor Patricia Wolf, delle Religious Sisters of Mercy negli Stati Uniti, racconta così cosa significa collaborare per creare infrastrutture e servizi, mentre dallo stesso Paese suor Judith Dieterle, delle Sisters of St. Louis, parla dell'importanza del dialogo. Dal Kenya suor Agnes Wamuyu Ngure, delle Franciscan Elizabethan Sisters, descrive invece il contributo di una rete per l’apprendimento. Dal Canada, poi, arriva la storia di un gruppo di suore (suor Christine Gebel, OLM, suor Georgette Gregory, CSJ, e suor Anna McNally, SOS) che riflette sull'essere una comunità di comunità. La sfida dell'invecchiamento è raccontata, inoltre, da suor Edith Sokosi, LSMI, e Sr. Dorothy Chongo, LSMI, dallo Zambia. Infine, suor Brenda Hernández, HMIG, e Luis Fernando Falcó, forniscono il loro punto di vista su come creare le condizioni di collaborazione tra religiose in Messico. "Le esperienze raccolte in questo rapporto - ha affermato Susan Raymond, Ph.D., direttrice esecutiva e curatrice del rapporto - mostrano ciò che può diventare possibile quando le congregazioni si riuniscono con una comprensione condivisa dei propri bisogni, la disponibilità ad ascoltare e la fiducia necessaria per tracciare un percorso comune".

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