Realizza icone e lavora nell'orto.
In un vecchio magazzino ha creato l'eremo S.Charles de Foucauld. Niente tv, solo due gatti e una stufa a legna
Dall'altopiano di contrada Musita a Salemi, a 700 metri di altezza si vedono le isole Egadi e, quando non c'è foschia, anche la sagoma di Pantelleria. Qui un magazzino rurale un tempo abbandonato è diventato l'eremo San Charles de Foucauld, dove ha scelto di vivere l'unica suora eremita della provincia di Trapani. Si chiama Elisa Rao, ha 58 anni ed è originaria del Palermitano.
Il magazzino di pietra è diventato la sua casa, lontana dai rumori della città, raggiungibile solo percorrendo una strada sterrata e una ripidissima salita. "Ho iniziato la mia esperienza di vita solitaria nel 2020 - racconta - con la professione di vita eremitica nelle mani del vescovo di Grosseto-Pitigliano-Sovana-Orbetello, vivendo un'esperienza contemplativa a Borgo Cellena. Poi ho scelto di tornare nella mia terra, soprattutto perché la Sicilia è sempre stata, nella storia, terra di santi eremiti. Qui, in Diocesi di Mazara del Vallo, sono stata accolta dal vescovo Angelo Giurdanella".
Alle spalle un passato di 33 anni da suora francescana. Poi, nel 2020, "il Signore è tornato a bussare alla porta del mio cuore, chiedendomi di vivere in maggiore intimità con lui", spiega. Da qui la scelta del magazzino rurale su un altopiano privilegiato di Salemi, messo a disposizione da don Salvatore Cipri, in un luogo dove la preghiera si fonde con il silenzio.
Suor Elisa vive con due gatti, senza televisione, con una stufa a legna per l'inverno. Le sue giornate sono scandite dalla preghiera e dal lavoro: la cura dell'orto e la realizzazione di icone cristiane con il pantografo. "Qui vivo di provvidenza - racconta - c'è chi mi porta beni di prima necessità, l'acqua, prodotti di stagione che poi cucino". Accanto all'eremo, coperta da un telo, c'è parcheggiata la sua auto: "La utilizzo solamente per andare in parrocchia la domenica mattina", dice. Il resto della settimana vive nell'eremo, che dista quasi un chilometro dalle prime abitazioni di contrada Pusillesi.
"Con le temperature più rigide d'inverno e le piogge, l'eremo diventa più difficile da raggiungere - racconta - la strada si fa impraticabile e rimango isolata, spesso, per tanti giorni". Paura di restare sola? "No, assolutamente: io so che accanto a me c'è sempre il Signore". "La mattina mi alzo intorno alle 5, la sera invece vado a letto presto", spiega. All'eremo c'è anche chi sale per dialogare con lei: "Un'opportunità per chi vuole dedicare del tempo a sé stesso, perché gli eremi sono oasi di incontro e di comunione con Dio", conclude suor Elisa.
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